Un’avventura inaspettata (di Lucrezia)

Secondo le dritte della faccia parlante dovevamo arrivare ad un bivio con un’enorme quercia dal tronco attorcigliato e svoltare a sinistra. Allora noi proseguimmo e superato il burrone, dal quale si erano innalzate in aria pietre per costruirci il passaggio, il labirinto, nel quale c’era un filo da seguire, e le sabbie mobili, arrivammo al bivio.
Svoltammo a sinistra e proseguimmo fino alle fiaccole ma improvvisamente ci accorgemmo di un problema: non avevamo portato con noi la signorina. Non si sa come ma dal nulla apparve la moneta che disse: “Ok, di solito non lo faccio ma… questa è un’emergenza! Prendete, è polvere magica, quando la tirerete in aria dovrete pensare costantemente alla signora e lei apparirà.”
Prima che potessimo dire nulla lui si dissolse e la polvere cadde a terra; utilizzammo quella rimasta e pensando alla signora, lei apparì; eravamo estasiate dai poteri di quella porporina. Lasciammo perdere la polvere e ci concentrammo sulla donna, naturalmente non ci aspettavamo di catturarla in maniera del tutto naturale e con estrema facilità e infatti non fu così. La donnaccia cominciò a dimenarsi, a tirare calci e pugni ma con la forza di dodici elefanti io e Giulia riuscimmo a fermarla, a metterle un pezzo di scotch sulla bocca e a legarla a terra. Io tirai fuori il phone e appena ella lo vide iniziò a supplicare di non farle del male, ma tutto era inutile, noi dovevamo sbarazzarci di lei.
Prima che però potessi risucchiarla, Giulia disse: “Ma noi che cosa sappiamo di questa donna? Magari lei è quella buona ed è lui quello cattivo! A noi non ha fatto niente e non mi sembra giusto quello che stiamo facendo, o meglio, quello che stiamo per fare.”
Io allora risposi: “Noi sappiamo che questa donna ha mandato qualcuno ad uccidere Mr. Greniu, pertanto lei è quella cattiva… e se non stiamo attente potrebbe fare del male anche a noi!”
“Non è vero! Noi non lo sappiamo, può essere tutto un’invenzione! Siamo ancora in tempo… fermati!”
Allora io, stanca di tutti questi problemi, risposi: “Io lo so, Ok? Me lo sento. Questa donna non è innocente! Io seguirò il mio istinto e mi prenderò le mie responsabilità, tu fa come vuoi.”
Lei si sedette per terra e sussurrò: “Ok, fai come ti pare ma io questa donna non la uccido.”
Io allora, consapevole di quello che stavo per fare, accesi il phone e lo puntai contro la donna, come previsto la signora venne risucchiata e io spensi il phone, buttandolo a terra. Giulia mi guardò e mi disse: “Dopo quello che hai fatto… non aspettarti certo di essere ancora mia amica!”
Quindi io, infuriata, presi le mie cose e me ne andai. Arrivata in una piazzetta mi sdraiai e dissi fra me e me: “Io proprio non la capisco! Che motivo ha di prendersela con me…”
Chiusi un momento gli occhi ma non feci in tempo a riaprirli che una goccia di qualcosa cadde sul mio viso, guardai subito cos’era e trovai davanti a me una tigre che, a giudicare dalla faccia, era parecchio affamata. Io mi alzai di scatto e mi allontanai correndo ma quando ormai la tigre mi aveva raggiunta, una frusta la colpì ed essa svenne. Guardai immediatamente chi era stato a salvarmi e vidi la mia migliore amica Giulia che mi disse: “Avevi dimenticato questa!” e mi porse la corda.

Senza dire nulla ci abbracciammo ma non ci fu neanche il tempo di una parola che apparve subito Mr. Greniu pronto a indicarci la fase successiva. Ci disse di trovare una pigna da dodici aghi e spaccarla in tre pezzi su una tavola di pietra non molto lontana da lì. Eravamo cariche per affrontare anche quella prova ma subito ci accorgemmo di un piccolo inconveniente: c’erano troppe pigne in quella foresta! Come avremmo fatto a trovare proprio quella dai dodici aghi? Eravamo ormai rassegnate, quando sentii una piccola cosa sbattere contro il mio piede, era la pigna! Contammo gli aghi e sì, era proprio lei, felici come due pasque allora ci avviammo per la tavola di pietra che fu davvero facile da trovare. Raggiunta anche quella spaccammo la pigna e da esse venne fuori una piccola cordicella ma… come usarla? Apparve Mr. Greniu e ci disse di infilare semplicemente la corda all’interno della moneta e tirare, per noi non c’era niente di più facile quindi eseguimmo il compito a noi affidato.casa-dolce-casa
Man mano che tiravamo la corda verso l’alto essa si ingrandiva fino a che Mr. Greniu non uscì fuori dalla moneta. Lui si mise a saltare e a gioire, baciando a entrambe le mani e spargendo soldi per tutto il perimetro dello spiazzo, ci disse poi: “Ragazze, io vi devo tutto, vi devo tutto davvero! Prendete tutti i soldi che volete, vestiti, gioielli, io ormai non me ne faccio più niente, ora ho solo voglia di tornare a casa da mia moglie e dai miei bellissimi figli perché se c’è una cosa che ho imparato stando all’interno di quella moneta è che si potrà anche essere ricchi, ma la felicità di una famiglia e di persone che ti vogliono bene non la puoi comprare! Ora se permettete otterrò la mia vendetta spedendo quella donnaccia senza cuore all’interno di quella trappola!”
Prese il phone e azionandolo contro alla moneta, spedì la donna al suo interno e la gettò nel pozzo. Ci ringraziò una seconda volta e correndo veloce come un fulmine si allontanò per la foresta.

Io e Giulia sapevamo bene che si era fatto molto tardi ma non eravamo affatto preoccupate! Ci incamminammo per la foresta e una volta arrivate sulla spiaggia ci salutammo e ci dirigemmo ognuna verso casa propria. Quando io tornai a casa non sapevo cosa aspettarmi ma trovai la mia famiglia attorno alla tavola pronta per mangiare e mio padre mi chiese: “Dove sei stata? Eravamo preoccupati!” ed io risposi: “Scusa ba, ma ero occupata a vivere un’avventura!”.

– Lucrezia –